“simile alla nuvola estiva che naviga libera nel cielo azzurro da un orizzonte all’altro, portata dal soffio dell’atmosfera, così il pellegrino si abbandona al soffio della vita più vasta, che lo conduce al di là dei più
lontani orizzonti, verso una meta che è già in lui, ma ancora celata alla sua vista.”
(Lama Anagarika Govinda, Le Chemin des nuages blancs)

L'avventura del sole - Crome





“Svegliarsi ogni mattina in un punto diverso del vasto deserto. Uscire dalla tenda e trovarsi davanti allo splendore di un nuovo mattino: tendere le braccia, stirarsi nell'aria fredda e pura; riempirsi di luce e di spazio; conoscere, al risveglio, la straordinaria ebbrezza di respirare solamente, di vivere solamente... “

Pierre Loti



L’AVVENTURA DEL SOLE

CROME


L’aria è fredda e i contorni dell’ambiente sono già definiti quando sollevo la tenda del campo beduino. L’oscurità potente che ha circondato le rocce si è dissolta, lasciando il posto ad un timido chiarore sfumato, immerso ancora nelle scure ombre quel tanto che permette ai miei piedi di allontanarsi dal calore del giaciglio per sprofondare nel mare di sabbia.

Vagare nel silenzioso spazio indefinito subito dopo le tenebre mi ha regalato la volontà di alzarmi ogni mattina a cercare l’inizio di una giornata stupefacente alla scoperta di queste distese desertiche, interrotte casualmente da imponenti pareti compatte, o da fratturate composizioni arenariche, investite di tonalità esplodenti tutto il rosso dell’anima.


Il mio sguardo non si stacca dal terreno, cerca ed interpreta i segni viventi scritti da altri corpi: una corposa curvilinea continua circondata da punti alternati mi fa rabbrividire per la sua viscidezza; un’ impronta tripede saltella costante fino a dipingere una sosta nel terreno, smosso e scavato quanto basta a dissolversi nel nulla; gigantesche orme avvallate mi rassicurano sulla identità animale che sprigionano. Dove vanno non si sa, ma perdersi è loro prerogativa, così come trascinare uomini nel mutabile mondo del deserto è l’unica certezza per la sua sopravvivenza, inseguire l’ignoto disperdendosi nel noto, cadenzare il suo passo con quello della vita è la sua salvezza quotidiana.


Sono comunque attratta dal punto più alto di una conformazione rocciosa caduta dal cielo al centro del deserto, così bucata che cerco di individuarne le minori asperità di salita per contemplare l’intorno dall’alto.



LE OPERE DI DAVID MAISEL

Tra conservazione, contaminazione e sublimazione, l’ombra della Storia

 

 

 

Per caso mi sono imbattuta in alcune foto su una rivista che hanno attratto la mia attenzione, non soltanto per la tecnica fotografica ed i colori, ma per le loro sorprendenti didascalie: il mondo antropizzato visto con gli occhi delle foto aeree di David Maisel. 

Non essendo un critico d’arte, lascerò parlare da sola la sua visione stupefacente della realtà, dove  corrosione, devastazione, antropizzazione, inquinamento e tecnologia si collazionano nei suoi scatti trasformandosi in arte.

 



History’s Shadow

Rielaborato da :  http://www.domusweb.it/it/art/l-ombra-della-storia/

 

“ Nel 2007, mentre era artista residente al Los Angeles Research Institute, al fotografo David Maisel capitò di scoprire un tesoro di materiali che sarebbe stato la base di un nuovo, enigmatico progetto: migliaia di radiografie dell'enorme patrimonio Getty di scultura classica e oggetti antichi di tutto il mondo, realizzate a scopo di ricerca e conservazione, fecero intuire a Maisel la possibilità di un progetto di rifotografia senza precedenti. 





Selezionando repertori di esemplari di quell'istituzione, e in seguito dell'Asian Art Museum di San Francisco, Maisel usò le radiografie come punto di partenza di nuove foto a colori che comunicano un'energia indicibile.[..] 


L'ambigua qualità suggestiva di queste immagini nasce da una somma di fattori senza paragone. Processi tecnologici e ottici (radiografia, fotografia) penetrano in oggetti artigianali del lontano passato (sculture, immagini devozionali, recipienti) comprimendone le qualità dimensionali, materiali e storiche in un'unica sfera di spiritualità: particolari interni, come armature e chiodi, spiccano nettamente; lacune più scure conservano zone di mistero tenebroso.


OTTombrate veneziane

Se viaggiamo, oltre a trovare gli altri, ritroviamo noi stessi...




goditelo a schermo pieno...

Affogati

Preambolo dal 1995



Canale Rionne sul Monte Infornace:

la risalita del canale è per Bruno sempre un’esperienza impegnativa: talvolta il crepaccio aperto lo impressiona, talvolta lui prende il coraggio a due mani, e con esse si slancia alla conquista delle “tacchette” su cui salire, altre volte è un cordino miracoloso che molto può agire sulla sua psiche di uomo, o ancora è un complicarsi la vita su ‘facili roccette’, che proprio facili per lui non sono.




Ma sempre, sempre, l’invito di quel canale storto, contorto, appagante, attraente, suscita in lui il tortuoso ardire della conquista, della soddisfazione e dell’ esclusivo compiacimento alpinistico, tanto da abituarci al suo: “Aspetta un pò!”, di cui sentiremo la mancanza quando la sua futura consapevolezza alpinistica ci negherà tale richiamo.




25 Maggio 2008        Traversata Canale Rionne – Vallone di Fossaceca



E forse quel giorno è arrivato: “Anna ti aspetto”. Le mie orecchie increduli hanno difficoltà a comprendere queste parole che riecheggiano nel silenzio del canale, dove solo l’acqua, in tutti i suoi stati, appare, scompare, è compressa, si espande, scivola, è immobile.
Nel giorno della mia settima ripetizione di questo splendido Canale sono lieta di ascoltare queste note musicali, dopo aver assistito ad una vestizione per affrontare il famoso scoglio: oggi c’è acqua corrente che spacca in due il terreno, ed una dritta paretina che movimenta la salita.
Da lontano lo snodarsi del Canale è suggestivo, un lungo millepiedi di operose zampe: a piedi, con gli sci, con le tavole, ramponati, liberi, variopinti, italiani, stranieri, locali, uomini e donne, stranamente nessun cane.






Prima perla



Prime luci :




un neonato dalla culla,

lo sguardo rivolto verso l’alto cattura 
sfavillanti fiammelle.



E’ la luce dell’ universo, l’immensità del cielo, lo scintillio delle stelle,
il  silenzio della vastità.



Primi passi…