L’occhio è attirato da questo vortice impetuoso che gelidamente avvolge il corpo. Istintivamente abbasso il capo, ma mi lascio trascinare dalla veemenza del risucchio. Un attimo dopo è sparito, metri più in giù, fino a dissolversi del tutto. Ne segue un altro che spara migliaia di particelle in aria, in un mondo di coriandoli iridescenti a formare un tornado bianco che svanirà in pochissimi secondi.
Resterei lì a contemplare questo fenomeno di forza della natura per ore, ma la cresta ci aspetta, anzi non c’è dubbio che i veri turbinii saranno lì, al limite tra il calpestio del passo e l’aria libera, tra il corpo e le nuvole che oggi scorrono veloci in un cielo a tratti azzurro.
L’inizio è ciaspolante, ma sono imperterrita con gli sci: alla fatica della salita preferisco di gran lunga la libertà della discesa, con le curve, il peso del corpo, i piegamenti, lo scivolare, il pennellare la neve........