In montagna con la sorella........non ha prezzo....
Nel cuore della Maiella
Goditela a schermo pieno.......
“simile alla nuvola estiva che naviga libera nel cielo azzurro da un orizzonte all’altro, portata dal soffio dell’atmosfera, così il pellegrino si abbandona al soffio della vita più vasta, che lo conduce al di là dei più
lontani orizzonti, verso una meta che è già in lui, ma ancora celata alla sua vista.”(Lama Anagarika Govinda, Le Chemin des nuages blancs)
Cosa avranno da dirsi di così intenso questi cieli sopra di me lo scoprirò solo più tardi, quando il pianto ininterrotto di ciascuno di essi mi convincerà della solitudine dei loro sentimenti. Per adesso che devono rassicurarsi solo di non essere soli, che la loro disperazione è condivisa con quanti hanno deciso di solcare queste terre silenziose a picco su altri specchi d’acqua, il loro frastuono mi garantisce la compagnia di salita. E l’unione di queste lacrime fa sì che il dialogo dei cieli sia schietto e potente, circondato da un alone di contrasti tra roccia, nebbie, soffi di vento e neve.
Alla Forcella cedo, un attimo di riflessione all’involontaria ricerca di quella tanto decantata dalle guide cappelletta votiva, ma una fragorosa esortazione mi costringe a precipitarmi verso quello sventolìo di bandierine miste, nepalesi, italiane, ladine, che circoscrivono l’accogliente rifugio.
E quindi si prosegue in un determinarsi con il passo: valli si aprono, panorami si scoprono, e contemporaneamente lontani ed ripidi passi circoscrivono e chiudono l’ambiente con le loro elevate pareti.
Una calma assoluta si è diffusa per tutto il Creato, come se la terra stesse trattenendo il respiro. Solo ogni tanto si sente un sasso cadere. Acque invisibili sussurrano in tono sommesso nel buio dei dirupi, mentre la brezza notturna sembra trattenuta dalle sagome tenebrose dei pinnacoli di cresta.
Il percorso non è brillante, anche se ci stiamo avvicinando alla Montagna per eccellenza: ciò che temevo si avvera davanti ad una bevanda e ad un solido panino; in breve siamo di nuovo in marcia a goderci le acque del Lago e l’inizio di una sfilata di splendide pareti.
L’interminabile e ripida discesa di Casamatta ci impegna, tra radici e pietre, cavi e scivoli, grondanti d’acqua e sudore, stanchi e appagati, a ricercare nell’esattezza dell’ora la perfetta coincidenza di un ritorno a Pescara in serata….ma come al solito, troppo bello per essere vero, la realtà è un’altra!