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“simile alla nuvola estiva che naviga libera nel cielo azzurro da un orizzonte all’altro, portata dal soffio dell’atmosfera, così il pellegrino si abbandona al soffio della vita più vasta, che lo conduce al di là dei più
lontani orizzonti, verso una meta che è già in lui, ma ancora celata alla sua vista.”(Lama Anagarika Govinda, Le Chemin des nuages blancs)
L'avventura del sole - Crome
“Svegliarsi ogni mattina in un punto diverso del vasto deserto. Uscire dalla tenda e trovarsi davanti allo splendore di un nuovo mattino: tendere le braccia, stirarsi nell'aria fredda e pura; riempirsi di luce e di spazio; conoscere, al risveglio, la straordinaria ebbrezza di respirare solamente, di vivere solamente... “
Pierre Loti
L’AVVENTURA DEL SOLE
CROME
L’aria è fredda e i contorni dell’ambiente sono già definiti quando sollevo la tenda del campo beduino. L’oscurità potente che ha circondato le rocce si è dissolta, lasciando il posto ad un timido chiarore sfumato, immerso ancora nelle scure ombre quel tanto che permette ai miei piedi di allontanarsi dal calore del giaciglio per sprofondare nel mare di sabbia.
Vagare nel silenzioso spazio indefinito subito dopo le tenebre mi ha regalato la volontà di alzarmi ogni mattina a cercare l’inizio di una giornata stupefacente alla scoperta di queste distese desertiche, interrotte casualmente da imponenti pareti compatte, o da fratturate composizioni arenariche, investite di tonalità esplodenti tutto il rosso dell’anima.
Il mio sguardo non si stacca dal terreno, cerca ed interpreta i segni viventi scritti da altri corpi: una corposa curvilinea continua circondata da punti alternati mi fa rabbrividire per la sua viscidezza; un’ impronta tripede saltella costante fino a dipingere una sosta nel terreno, smosso e scavato quanto basta a dissolversi nel nulla; gigantesche orme avvallate mi rassicurano sulla identità animale che sprigionano. Dove vanno non si sa, ma perdersi è loro prerogativa, così come trascinare uomini nel mutabile mondo del deserto è l’unica certezza per la sua sopravvivenza, inseguire l’ignoto disperdendosi nel noto, cadenzare il suo passo con quello della vita è la sua salvezza quotidiana.
Sono comunque attratta dal punto più alto di una conformazione rocciosa caduta dal cielo al centro del deserto, così bucata che cerco di individuarne le minori asperità di salita per contemplare l’intorno dall’alto.
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