“simile alla nuvola estiva che naviga libera nel cielo azzurro da un orizzonte all’altro, portata dal soffio dell’atmosfera, così il pellegrino si abbandona al soffio della vita più vasta, che lo conduce al di là dei più
lontani orizzonti, verso una meta che è già in lui, ma ancora celata alla sua vista.”
(Lama Anagarika Govinda, Le Chemin des nuages blancs)
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La Strada dell'Uomo - Argentina del Nord



La vera casa dell’Uomo non è una casa,
ma la strada,




 

 

 





                                                 Foto di Derspina - Argentina Norte)

e la vita stessa è un viaggio da fare a piedi.
( da Sentieri Tortuosi – B. Chatwin  fotografo)


 


                                                                                                                                                                                                Foto di Derspina - Argentina Norte-Etiopia)



War Paint for Trees



An experimental short film that captures the transmutation of dead Joshua Trees into works of art as a way to explore change and renewal. Created for “Hello, Again,” an initiative by Lincoln Motor Company that asks filmmakers to reimagine the familiar into something fresh and new. Set in the magical high desert of Southern California, “War Paint for Trees” takes a surreal and unexpected journey that is deeply personal and intensely cosmic.

WALLS 1 - Avdat

WALLS 1


Terra di Palestina, terra di muri e di mura, polvere e sabbia che salvano la storia, insinuandosi nelle crepe del tempo.

Così ai nostri giorni ritornano alla luce, intatte, le pareti di difesa e di sangue, di confine e di bellezza, di comunicazione e d’orgoglio: la casa nella casa, cittadella sotterranea nella cittadella, fortezza inespugnabile sul colle, cupola di volti nel muro della memoria.


Dalla sabbia al deserto – AVDAT



Avdat, acropoli nabatea alle soglie del deserto, là dove nella sua prossimità si sono assetate le genti di Mosè e di Aronne, sulla via delle spezie a garantire rifugio per i passanti, nomadi, mercanti e commercianti. 

Fortezza arroccata che ha resistito nei secoli a domini e religioni: la triade che caratterizza la Terra Santa, Terra di Palestina, Terra d’Israele. Cristiani, islamici, ebrei: tre culti, tre popoli, un unico calvario.


Mura che parlano dell’antico splendore; si mescolano attrezzi, croci, simboli ed opere, il sacro con il profano; 





spianate di basiliche introdotte da portali di templi, spazi di fortezza difendono le antiche chiese, le case bizantine, i depositi e le grotte. 




L'avventura del sole - Crome





“Svegliarsi ogni mattina in un punto diverso del vasto deserto. Uscire dalla tenda e trovarsi davanti allo splendore di un nuovo mattino: tendere le braccia, stirarsi nell'aria fredda e pura; riempirsi di luce e di spazio; conoscere, al risveglio, la straordinaria ebbrezza di respirare solamente, di vivere solamente... “

Pierre Loti



L’AVVENTURA DEL SOLE

CROME


L’aria è fredda e i contorni dell’ambiente sono già definiti quando sollevo la tenda del campo beduino. L’oscurità potente che ha circondato le rocce si è dissolta, lasciando il posto ad un timido chiarore sfumato, immerso ancora nelle scure ombre quel tanto che permette ai miei piedi di allontanarsi dal calore del giaciglio per sprofondare nel mare di sabbia.

Vagare nel silenzioso spazio indefinito subito dopo le tenebre mi ha regalato la volontà di alzarmi ogni mattina a cercare l’inizio di una giornata stupefacente alla scoperta di queste distese desertiche, interrotte casualmente da imponenti pareti compatte, o da fratturate composizioni arenariche, investite di tonalità esplodenti tutto il rosso dell’anima.


Il mio sguardo non si stacca dal terreno, cerca ed interpreta i segni viventi scritti da altri corpi: una corposa curvilinea continua circondata da punti alternati mi fa rabbrividire per la sua viscidezza; un’ impronta tripede saltella costante fino a dipingere una sosta nel terreno, smosso e scavato quanto basta a dissolversi nel nulla; gigantesche orme avvallate mi rassicurano sulla identità animale che sprigionano. Dove vanno non si sa, ma perdersi è loro prerogativa, così come trascinare uomini nel mutabile mondo del deserto è l’unica certezza per la sua sopravvivenza, inseguire l’ignoto disperdendosi nel noto, cadenzare il suo passo con quello della vita è la sua salvezza quotidiana.


Sono comunque attratta dal punto più alto di una conformazione rocciosa caduta dal cielo al centro del deserto, così bucata che cerco di individuarne le minori asperità di salita per contemplare l’intorno dall’alto.



Prima perla



Prime luci :




un neonato dalla culla,

lo sguardo rivolto verso l’alto cattura 
sfavillanti fiammelle.



E’ la luce dell’ universo, l’immensità del cielo, lo scintillio delle stelle,
il  silenzio della vastità.



Primi passi…