“simile alla nuvola estiva che naviga libera nel cielo azzurro da un orizzonte all’altro, portata dal soffio dell’atmosfera, così il pellegrino si abbandona al soffio della vita più vasta, che lo conduce al di là dei più
lontani orizzonti, verso una meta che è già in lui, ma ancora celata alla sua vista.”
(Lama Anagarika Govinda, Le Chemin des nuages blancs)
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WALLS 1 - Avdat

WALLS 1


Terra di Palestina, terra di muri e di mura, polvere e sabbia che salvano la storia, insinuandosi nelle crepe del tempo.

Così ai nostri giorni ritornano alla luce, intatte, le pareti di difesa e di sangue, di confine e di bellezza, di comunicazione e d’orgoglio: la casa nella casa, cittadella sotterranea nella cittadella, fortezza inespugnabile sul colle, cupola di volti nel muro della memoria.


Dalla sabbia al deserto – AVDAT



Avdat, acropoli nabatea alle soglie del deserto, là dove nella sua prossimità si sono assetate le genti di Mosè e di Aronne, sulla via delle spezie a garantire rifugio per i passanti, nomadi, mercanti e commercianti. 

Fortezza arroccata che ha resistito nei secoli a domini e religioni: la triade che caratterizza la Terra Santa, Terra di Palestina, Terra d’Israele. Cristiani, islamici, ebrei: tre culti, tre popoli, un unico calvario.


Mura che parlano dell’antico splendore; si mescolano attrezzi, croci, simboli ed opere, il sacro con il profano; 





spianate di basiliche introdotte da portali di templi, spazi di fortezza difendono le antiche chiese, le case bizantine, i depositi e le grotte.